Nel mondo dei CEO non si respira un clima di ottimismo: inevitabile arrivare a una tale conclusione leggendo i risultati dell’indagine che ogni anno PwC dedica al sentiment dei CEO di tutto il mondo.
A quanto risulta, quasi la metà dei CEO (in Italia il 45%) si dichiara pessimista sulla crescita economica globale nel 2012, pur vedendo prospettive interessanti a 3 anni.
Più in dettaglio, il 48% dei 1258 intervistati prevede una nuova recessione destinata ad esplodere entro l’anno. A rafforzare questa visione, diversi fenomeni: la crisi del debito che si osserva in Europa, l’instabilità dei mercati finanziari, l’eccessiva regolamentazione, la volatilità dei tassi di cambio.
Persino nelle economie in rapida crescita, come Asia o America Latina, si fanno strada scenari fino a ieri lontanissimi, come la stagnazione prolungata, o peggio.
Nonostante tutto, qualcosa si è imparato dal recente passato: molte aziende hanno dimostrato che non è impossibile crescere nei profitti anche in un’economia caratterizzata da incertezza, debolezza della domanda e volatilità delle condizioni.
Se la riduzione dei costi resta una priorità strategica imprescindibile, un buon numero di aziende opererà anche in altre direzioni.
Tra tutte, il capitale umano si conferma la principale leva strategica. Per il secondo anno consecutivo, la gestione di queste risorse diventa l’obiettivo primario per il cambiamento: tre quarti degli intervistati prevedono cambiamenti nelle strategie di gestione dei talenti nei prossimi 12 mesi.
Sul versante delle assunzioni, circa la metà degli intervistati dichiara di prevederne di ulteriori, nonostante gli stenti dell’economia. Ma non basta assumere: cercare e trattenere in azienda manager per i livelli intermedi dall’elevato potenziale è la sfida più grande, seguita dall’assunzione di personale specializzato nel settore della produzione e di operai più giovani.
A riguardo delle altre vie per le crescita, un terzo dei CEO intende creare nuove opportunità per l’azienda attraverso l’ incremento delle quote di mercato o lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi. Una minoranza vede nella penetrazione in nuovi mercati e nello sviluppo di joint venture e alleanze con altre aziende la chiave per la crescita del fatturato.
Per quanto concerne l’Italia nello specifico, si confermano le aspettative di crescita sul medio-lungo termine, a fronte di un clima di incertezza che caratterizza il quadro attuale, determinato dai timori circa la stabilità dei mercati finanziari, le difficoltà di finanziare la crescita futura e l’attuale peso della tassazione in Italia. Le contromisure individuate dai CEO italiani investono le aree dei costi, il ricorso all’outsourcing, lo sviluppo di alleanza strategiche, l’apertura di nuovi mercati, il potenziamento del proprio capitale umano.
Scarica il comunicato
Vai al sito