Contattaci online oppure
Chiama SAP: 800_ 900 727
Le ultimissime dal fisco

I provvedimenti, le circolari, i pareri e le risoluzioni in materia fiscale.
Gli ultimi aggiornamenti dal 24 marzo al 7 aprile 2011.
Conservazione dei documenti e trasmissione telematica
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 2 marzo 2011
È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, del 25 marzo 2011, n.69 (www.gazzettaufficiale.it) il decreto con il quale vengono stabiliti le modalità, i limiti e i tempi di applicazione delle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale all'Agenzia delle entrate. In particolare il decreto stabilisce che:
- le modalità di conservazione ed esibizione dei documenti per via informatica sono regolate, ai fini fiscali, dal decreto del Ministero dell'economia e delle finanze del 23 gennaio 2004 e successive modificazioni;
- l'utilizzo della posta elettronica certificata non si applica all'Agenzia delle entrate laddove disposizioni normative prevedano l'uso di specifici sistemi di trasmissione telematica nel settore tributario;
le disposizioni contenute all'art.68, comma 2-bis, del dlgs 7 marzo 2005, n.82 (cd. Codice dell'amministrazione digitale) si applicano all'Agenzia delle entrate limitatamente alle applicazioni informatiche ed alle pratiche tecnologiche ed organizzative che l'Agenzia stessa comunicherà a DigitPA (Ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione) avendone valutato la divulgabilità
Attribuzione in materia di recupero dei crediti Iva
Direttore dell'Agenzia delle entrate - Provvedimento del 9 marzo 2011, prot. n.28991
È stato pubblicato il provvedimento con il quale viene attribuita al Centro operativo di Venezia, la competenza in materia di recupero dei crediti Iva utilizzati in difformità alle disposizioni di cui all'art.10 del dl 1˚ luglio 2009, n.78, in relazione alle violazioni commesse a decorrere dal 1˚ aprile 2011. Il provvedimento, in particolare, chiarisce che per le controversie riguardanti gli atti emessi dal Centro operativo di Venezia a seguito delle attività espletate, è competente la Commissione tributaria provinciale nella cui circoscrizione ha sede l'ufficio territorialmente competente.
In ipotesi di reati tributari sono confiscabili i beni del trust
Corte di Cassazione - Sentenza del 30 marzo 2011, n.13276
La Corte di Cassazione ha chiarito che nel caso in cui risulti che la perdita del controllo dei beni da parte del soggetto disponente di un trust sia solo apparente, il trust va considerato nullo, con tutte le conseguenze del caso, primo fra tutti, la possibilità di confiscare i beni ad esso conferiti.
Deducibilità forfettaria di costi in caso di accertamento
Corte di Cassazione - Sentenza del 21 marzo 2011, n.6425
La Corte di Cassazione ha chiarito che, con riferimento all'acquisizione dei movimenti di un conto corrente bancario riconducibili ad un'attività di impresa, devono essere considerati ricavi sia le operazioni attive che quelle passive, salvo che il contribuente non provi che i versamenti sono registrati in contabilità e che i prelevamenti sono serviti per pagare determinati beneficiari. In aggiunta la Corte ha ritenuto che a fronte dei maggiori ricavi o compensi accertabili, non esiste alcuna presunzione di costi deducibili, giacché è onere del contribuente fornire la dimostrazione di una simile circostanza, attestando la ricorrenza di specifici costi deducibili con concreti elementi di prova e non mediante affermazioni di carattere generale, semplici presunzioni o il richiamo all'equità.
Deducibilità delle sanzioni Antitrust
Commissione tributaria provinciale di Milano - Sentenza del 2 marzo 2011, n.78
La CTP di Milano ha affermato che le sanzioni comminate dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato, non essendo di carattere tributario, possono essere considerate deducibili. In particolare, la Commissione ritiene che esista un rapporto funzionale, di causa-effetto, tra l'attività posta in essere e il conseguimento dei maggiori ricavi imponibili. Pertanto, a fronte di un costo sostenuto direttamente correlabile ad un ricavo conseguito, le sanzioni comminate dall'Antitrust sono da qualificarsi costi deducibili ai fini della determinazione del reddito imponibile.















